Per il terzo anno consecutivo, sono stata ad Arles per la mostra di Les Rencontres de la Photographie. Mi prendo un giorno in solitaria e giro per le mostre che sono allestite in tutta la città. Perché lo faccio? Non so se riesco a spiegarlo bene, ma ci provo: Gli artisti (si,  preferisco usare la parola artisti) che espongono sono appartengono alle categorie più variegate. Dal fotografo Magnum, al piccolo progetto personale, al fotografo affermato, alla genialità. Spiegare un concetto in modo forte e inequivocabile, oppure indurre nel equivocabile, dipende sempre dall’intento chi preme il bottone. Mi piace tantissimo questa mescolanza di presente e passato, di moderno (per esempio quest’anno c’è stato l’allestimento sulla realtà virtuale)  e di classico (in fondo, cosa c’è di più classico di una fotografia stampata?).

Quest’anno per motivi organizzativi sono riuscita di andare proprio il giorno dell’inaugurazione ( che di solito evito, mi piace andare a settembre quando gli animi si calmano un pò).

Ho sempre trovato il sud della Francia una terra paradisiaca, di una libertà di espressione e “je ne sais quoi”. Un blend di trascuratezza e selvatico, di artigianalità e creatività, di colori e di luce. Sì,  la L U C E, bella forte, che irrompe con prepotenza,  il cielo azzurro senza una nuvola, la luce che irrompe negli angoli più impensabili della casa, o delle strade con i lastricati in pietra chiara. Non mi meraviglio che Van Gogh e altri pittori impressionisti hanno fatto lunghi soggiorni in questa terra così bella e se non siete mai stati qui i loro quadri rendono molto l’idea di quello che il sud della Francia e’.

Insieme alla giornata ad Arles metto qualche foto della  vacanza, insieme alla mia famiglia. Prendetela come un modo di raccontare qualcosa di me, perché faccio molta fatica a parlare di me.

Enjoy the ride.