Ho sempre pensato fossi un motore diesel. Che fa fatica ad avviarsi, poi macina i chilometri ininterrottamente.

La doccia fredda arrivata il we del 8 marzo mi ha lasciata senza fiato. Il fatto che ogni giorno i decessi dovuti al virus COVID-19 aumentavano in modo preoccupante mi rendevano ancora più inerme e improduttiva. Ho pensato, finalmente farò quei 3/4 videocorsi che ho acquistato ma non ho mai avuto tempo di seguire.

E invece tutte le mattine mi spostavo per casa con la pesantezza di un carcerato che si portava dietro la palla legata al piede da pesanti catene.

Sono momenti terribili, in cui guardo mia figlia di 5 anni e mi chiedo come potrò mai spiegarle cosa sta succedendo. Sai Aurora, c’è un virus cattivo in giro e non possiamo uscire di casa. Come potrò guardarla in faccia e cosa gli potrei rispondere quando mi chiederà cosa facevi mamma mentre stavamo chiuse in casa?

Cosa penserà quando sarà consapevole del fatto che questa pandemia ha causato migliaia di decessi e che vivevamo nella speranza di un vaccino o di almeno una cura più efficace.

dopo un pò di pensieri confusi sono riuscita a trovare un senso a tutto questo.

Ci stiamo rimpadronendo del tempo e una parte di esso lo dedichiamo agli altri . Chiamando, per esempio,  una persona che vive da sola, oppure fare la spesa per un vicino anziano, fare una torta per una persona in isolamento preventivo. Io dedico qualche oretta della mia giornata nel confezionare mascherine in cotone medicalizzato da donare alle strutture ospedaliere, medici ambulatoriali, cassiere del supermercato, farmacisti etc.

Ho riscoperto e rispolverato la mia vecchia macchina da cucire (grazie mamma par avermi insegnato ad usarla) e mi sono messa al lavoro, dedicando un pò del mio tempo agli altri. A quelli che sono in prima linea ora, che sono più esposti al contagio e che non possono stare a casa.

E’ incredibile come un oggetto cosi lontano dal uso comune sia diventato indispensabile e strettamente necessario. Arriverà un giorno in cui sorrideremo davanti a queste pezze con l’elastico, ma per ora sono degli strumenti di indubbia necessità.

Non sto cambiando il mondo, sto cambiando me stessa.