Blog

HO-HO-HO!

I più impazienti di voi hanno già cominciato a chiedermelo da giorni e voglio rassicurare tutti: i preparativi per Natale procedono! A rilento, ma procedono! Sarà per il clima ancora mite ma pensare a Natale mi metteva a disagio.  Ieri sera, invece mi sono data una mossa e ho preparato il primo set.

Una vera camera da letto! Un set per tutta la famiglia,  dove grandi e piccini si possono coccolare, saltare, ballare e fare le capriole, per chi vuole una fotografia spontanea e autentica.

Il tutto racchiuso in un bellissimo album fotografico 20×20 cm.

La disponibilità per le sessioni di Natale è per tutti i weekend dal 09 novembre al 8 dicembre.

Per riservare il posto slot scrivere a info@stefaniadobrin.com oppure Whatsapp al nr: 3899938264

PS: per chi prenota entro il 30 di ottobre ho riservato un’omaggio.

Che fai, sei dei nostri?

 

 

Che l’esplorazione del mondo abbia inizio!

I neonati sono assolutamente adorabili, su questo siamo tutti d’accordo, ma se dovessi scegliere la fascia di età che amo fotografare sarebbe probabilmente quella dei bimbi più grandicelli.

Infatti verso i 12 mesi il bambino è più autonomo e indipendente, pronto ad andare alla scoperta del mondo, e questo rende il servizio fotografico divertente e imprevedibile!

Le nuove capacità di movimento si accompagnano ad un maggiore interesse verso il mondo esterno, fonte di stimoli e curiosità, per cui il bambino si lancia con coraggio alla scoperta ed è in grado di conquistare qualunque posto a lui accessibile. Questa spinta all’esplorazione è però naturalmente bilanciata dalla necessità di sentirsi sicuro e protetto, in particolare grazie all’incoraggiamento che riceve dall’adulto, che rappresenta per il bambino la base sicura da cui partire e verso la quale tornare in caso di bisogno.

Il ruolo dei genitori è quello di occuparsi della sua sicurezza, cercando di non ostacolare la ricerca di autonomia e allo stesso tempo senza venire meno al ruolo di supporto e rassicurazione. La sfida sta nell’incoraggiare queste nuove capacità e al contempo offrire dei limiti, talvolta anche fisici, al piccolo esploratore.

In questa fase può essere importante aspettare e non spingerlo a fare movimenti che non fa ancora spontaneamente, per esempio evitando di metterlo in piedi, fargli muovere i primi passi e così via, ma anche evitare di limitarne la sperimentazione con l’uso di girelli, box e attrezzi vari che ne limitano le esperienze. Inoltre, limiti e divieti vanno dati in modo delicato ma chiaro e inequivocabile, tenendo presente che i rimproveri non servono: piuttosto che “Sei cattivo!”, meglio dire “Ti prego, smettila, mi fai male” oppure “Non mi piace!”. 

A questo punto il bambino è in genere in grado di capire il senso delle parole più usate, comprende frasi semplici e può servirsi delle prime paroline oltre alla gestualità per comunicare i propri desideri, per esempio indicando un oggetto per richiederlo o per farlo vedere. Inoltre, riconosce bene gli oggetti che gli vengono dati più spesso e non si limita più ad esplorarli solo con la bocca, ma vuole capire come funzionano: inizia a giocarci e a usarli per imitazione, “leggendo” il libricino, “parlando” al telefono e così via. Questo “gioco del far finta” è fondamentale per sperimentare le azioni quotidiane e dimostrare a sé stesso e agli altri che può farcela da solo. Per aiutarlo, è utile proporgli pochi giocattoli alla volta, e dargli la possibilità di sperimentare da solo.

La parola chiave in questa fase è Autonomia: anche se le sue abilità sono in evoluzione e la sua capacità di giudizio limitata, è essenziale lasciarlo provare. Per favorire lo sviluppo dell’autonomia potreste proporre attività motorie libere, rispettando i tempi e le iniziative del bambino e favorendo giochi con oggetti d’uso quotidiano. Allo stesso tempo, cercate di farlo partecipare ad attività e conversazioni familiari, dandogli il tempo di esprimere i suoi desideri e la sua capacità di scelta, facendogli capire che è ascoltato, che capite ciò che prova e che per voi è importante quello che fa. 

L’importanza di una fotografia di famiglia

Questa settimana ho ricevuto una chiamata da parte di una donna che mi ha chiesto informazioni sui servizi fotografici per i bambini. Parlando un pò l’ho invitata in studio a visionare altri servizi eseguiti da me in modo da capire meglio le sue esigenze. Quando è venuta in studio ho avvertito un leggera ansia ma ho pensato che come a tutte le mamme può capitare di essere sopraffatta dall’energia che impieghi nel allevare un figlio. Ho conosciuto anche il suo pargoletto, Tommaso. Abbiamo deciso i dettagli e ci siamo accordate per il giorno. La sessione è iniziata in modo naturale e ho capito subito che Tommaso era una buona forchetta nonostante la tenerissima età. I genitori piano piano dopo qualche battuta mi dicono che Tommaso è adottato, anzi non ancora perché da qualche mese la mamma biologica che ha abbandonato Tommaso in ospedale un’anno fa,  si è fatta avanti e lo vorrebbe indietro. Da lì la mia testa è annebbiata, e cerco d’immaginarmi minimamente il dolore e l’ansia che possono provare questi genitori per il loro figlio. L’impotenza e l’attesa di un freddo verdetto su un pezzo di carta potrebbe cambiare la vita di questo piccolino. Intanto si aspetta…. e si spera… e si scatta qualche foto per ricordarsi dei momenti felici. Ecco perché adoro il mio lavoro. Mi mette in contatto con il lato più umano e bello che abbiamo.

Editoriale Wedding Style

L’abito fa il monaco? O il monaco fa l’abito?

Prima di scendere in polemica, non stiamo parlando di religione! Recentemente ho avuto l’occasione di organizzare un editoriale sul Wedding style (lo stile del matrimonio) a fianco di altri professionisti del settore. Abbiamo scelto tre stili per una sposa giovane e attuale: quello che salta subito all’occhio è quanto cambia la persona grazie agli abbinamenti creati da un occhio esperto.

Ma cosa s’intende con “stile”? La definizione da vocabolario recita pomposamente “il complesso di mezzi espressivi che costituiscono l’impronta peculiare di una scuola, di una tradizione letteraria, musicale, o artistica”. Nel caso del matrimonio, si tratta di identificare la propria personalità esprimendola attraverso la scelta di tutti quegli elementi che rendono il Gran Giorno un giorno unico e memorabile.

Consiglio alle giovani future spose: una volta definito uno stile, è fondamentale mantenere la coerenza nella scelta dei vestiti, fiori, acconciatura, gioielli e, perché no, riportarlo anche nella location del ricevimento. Pinterest può essere un ottimo punto di partenza per trovare ispirazione, ma non dimenticate di adattare questi spunti al vostro gusto personale.

Ringrazio di cuore la nostra modella Elisa Muriale, Sergio di Tallone Gioielli (Fossano), Lorenza di Malò Hair Atelier (Fossano), Borgogno Fiori (Fossano), Paolo di Atelier della Sposa (Genola).

 

Servizio fotografico - Matrimonio - Stefania Dobrin

NONSOLOFOTO e altre truffe

Eccomi, qua. dopo neanche 2 settimane dopo aver aperto questo blog con un’articolo che non avrei mai voluto scrivere.

Premetto che faccio da poco questo lavoro, però, come disse una mia amica anni fa: inutile fare un lavoro da 20 anni se lo fai ” a membro di segugio”…quindi l’esperienza non da dei motivi in più o in meno per parlare.

Riguarda il scandalo Nonsolofoto Poirino, avrei qualcosa da dire…

Questo essere spregevole che ha truffato sposi e fornitori non può chiamarsi Wedding Planner.

Un Wedding Planner ha dei ruoli più complessi che farti una lista di 5/6 fornitori, metterti in contatto con loro, farti vedere decorazioni “rubacchiate” da Pinterest.

Un W.P. è presente nel giorno delle nozze per accertarsi che tutto vada per il meglio, conosce te e i tuoi familiari più stretti.

Ma questa è solo la punta dell’iceberg. La piattaforma (matrimoniopuntocom) che si definiva un’eccellenza aveva questo studio tra i loro fornitori è udite udite: era tra i fornitori TOP!!!! Naturalmente non sono dei polli e hanno rimosso quasi ogni traccia dei legami che avevano.

Ho anche saputo che si è fatto un gruppo fb. (leggere ciurma) con dei fornitori (leggere sciacalli)  che si sono messi a disposizione a “salvare” i matrimoni di queste povere coppie disperate. Ho veramente la nausea!

Quello che vorrei dire a te che leggi queste righe è che:

Un fotografo professionista si avvale di un contratto, che tutela voi, sposi e se stesso. In caso di recesso almeno una parte dell’importo è rimborsabile.

Un fotografo professionista non mette sotto ragazzini pagati in nero con un centinaio di euro a fare i servizi fotografici.

Nel costo del  servizio sono comprese ore di formazione (tempo e denaro), creatività, attrezzatura (io personalmente ho 10 000 euro in attrezzatura, nel mio zaino), editing dell’immagini che richiede un minimo di pc. performante, spazio hardware (dischi esterni o anche meglio i NAS). E dimenticavo, un secondo fotografo che faccia da spalla nei momenti più impegnativi della giornata.

Quindi fatti i conti, per nessuna folle ragione al mondo un “pacchetto” può costare 800€ . Al massimo si tratta di pacco.

Lascio qui una piccola lista di cose che gli sposi devono chiedere quando si recano al colloquio con un fotografo:

Lavori da solo?

Se il giorno prima del nostro matrimonio hai un attacco di dissenteria, cosa succederà?

Sigliamo l’accordo con un contratto?

Possiamo vedere un servizio completo, che parta dai preparativi fino al taglio della torta?

Cosa c’è compreso nel prezzo?

Posso vedere una bozza del nostro album prima che vada in stampa?

Per quanto tempo i nostri Files saranno disponibili per nuove ristampe?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Arles in solitaria

Per il terzo anno consecutivo, sono stata ad Arles per la mostra di Les Rencontres de la Photographie. Mi prendo un giorno in solitaria e giro per le mostre che sono allestite in tutta la città. Perché lo faccio? Non so se riesco a spiegarlo bene, ma ci provo: Gli artisti (si,  preferisco usare la parola artisti) che espongono sono appartengono alle categorie più variegate. Dal fotografo Magnum, al piccolo progetto personale, al fotografo affermato, alla genialità. Spiegare un concetto in modo forte e inequivocabile, oppure indurre nel equivocabile, dipende sempre dall’intento chi preme il bottone. Mi piace tantissimo questa mescolanza di presente e passato, di moderno (per esempio quest’anno c’è stato l’allestimento sulla realtà virtuale)  e di classico (in fondo, cosa c’è di più classico di una fotografia stampata?).

Quest’anno per motivi organizzativi sono riuscita di andare proprio il giorno dell’inaugurazione ( che di solito evito, mi piace andare a settembre quando gli animi si calmano un pò).

Ho sempre trovato il sud della Francia una terra paradisiaca, di una libertà di espressione e “je ne sais quoi”. Un blend di trascuratezza e selvatico, di artigianalità e creatività, di colori e di luce. Sì,  la L U C E, bella forte, che irrompe con prepotenza,  il cielo azzurro senza una nuvola, la luce che irrompe negli angoli più impensabili della casa, o delle strade con i lastricati in pietra chiara. Non mi meraviglio che Van Gogh e altri pittori impressionisti hanno fatto lunghi soggiorni in questa terra così bella e se non siete mai stati qui i loro quadri rendono molto l’idea di quello che il sud della Francia e’.

Insieme alla giornata ad Arles metto qualche foto della  vacanza, insieme alla mia famiglia. Prendetela come un modo di raccontare qualcosa di me, perché faccio molta fatica a parlare di me.

Enjoy the ride.